Combattere la depressione? State lontani da casa, chiesa e ufficio
lunedì 1 giugno 2009

Un'indagine di Riza Psicosomatica elenca i luoghi a rischio. Solo il nove per cento degli italiani sta male "per amore"
State lontani da casa,
evitate le chiese, non andate in discoteca e nemmeno nei centri
commerciali. Piuttosto dedicatevi alla palestra. E scordatevi che la
depressione sia legata ai problemi di cuore (solo il 9% li segnala come
causa scatenante). La fotografia del dove e perché in molti italiani
scatta la molla della depressione, arriva da un'indagine realizzata da Riza Psicosomatica, in edicola da domani e condotta su circa 1000 intervistati, maschi e femmine, tra i 25 e i 55 anni.
La ricerca parte dall'assunto che il luogo dove ci si trova ha un
effetto decisivo sul proprio umore. Il 64% degli intervistati ritiene,
in maniera molto (22%) o abbastanza (42%) elevata, che il luogo in cui
si vive possa essere un elemento determinante per l'insorgere della
depressione. Al contrario invece solo per il 23% il malessere non
dipende dal luogo. E fino a questo punto non pare esserci nulla di
insolito. Che l'ambiente eserciti un forte condizionamento interno è
cosa nota.
Ma quando si passano in rassegna quelli sono i luoghi che stimolano la
depressione, qualche sorpresa salta fuori. Al primo posto c'è la
propria abitazione (34%), con il definitivo crollo del detto "casa
dolce casa", poi l'ufficio (16%). Ed ecco spuntare le chiese (12%) e i
centri commerciali (9%), la discoteca (7%), la casa dei propri genitori
(8%), gli aeroporti e le stazioni (4%). A seguire i più scontati
ospedali (5%), sale d'attesa (3%) e cimiteri (2%).
Ma la depressione non è causata solo dal luogo. Tra le situazioni più a
rischio ci sono la solitudine in città durante l' estate che colpisce
il 26% degli intervistati, e i luoghi molto affollati (24%).
Immancabile anche la sindrome da rientro dalle vacanze (18%).
Che fare allora per combattere la depressione? Prendersi cura di se
stessi. Curando il proprio corpo, andando in palestra, (24%), stando
all' aperto (23%), prendendosi cura di un animale animale (15%),
facendo del volontariato (10%). Bocciato l'utilizzo indiscriminato di
farmaci (26%) e la scelta di isolarsi da tutto e da tutti (21%). La
solitudine, infatti, sarebbe la principale causa della depressione per
il 26% degli intervistati. Così come la frenesia e lo stress della vita
di tutti i giorni (21%) e le eccessive aspettative di genitori e amici
(16%).
Ultimo aspetto analizzato dalla ricerca è come riconoscere i primi
segni del disagio. Il primo segnale è la tendenza a isolarsi (25%), poi
il trascurarsi (22%) e l'irritabilità improvvisa (18%). E ancora sbalzi
d'umore che portano a crisi di pianto (14%) e a una svogliatezza
generale (10%). Senza trascurare i comportamenti ripetitivi, quasi
maniacali (6%) che potrebbero rappresentare il campanello di allarme di
uno stato depressivo.
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