Le virtù terapeutiche del cavallo sono note
fin dall’antica Grecia, da allora la scienza ha fatto enormi passi
avanti ma ha dovuto riconfermare un ruolo importante per questo animale
in diverse patologie motorie e psichiche che colpiscono l’uomo. Proprio
all’Ippoterapia e al disegno di Legge ad essa collegato sarà dedicata
la Tavola Rotonda organizzata per il 18 settembre alle ore 11 presso il
Misura Village dell’Assisi Endurance Lifestyle 2009, la manifestazione
che per undici giorni radunerà in Umbria il meglio di questa disciplina
a livello mondiale fino all’evento clou del 26 settembre, ovvero i
Meydan City FEI Open European Endurance Championships.
La prima
utilizzazione del cavallo a scopo terapeutico è attribuita ad Ippocrate
che tra il quinto e quarto secolo a.C. la indicava come rimedio per la
cura dell’insonnia. Oggi l’efficacia delle terapie che utilizzano il
cavallo è comprovata da dati di evidenza scientifica, tuttavia è
necessario provvedere ad un pieno riconoscimento giuridico di
prestazione terapeutica riabilitativa. L’Ippoterapia é infatti un
complesso di attività di riabilitazione valida per casi di deficit sia
motori che psichici. Dal punto di vista motorio la riabilitazione
equestre migliora la coordinazione dei movimenti, il mantenimento
dell’equilibrio, il controllo del tronco, l’orientamento
spazio-temporale e permette un uso parziale degli arti inferiori.
Nell’ambito psichico, l’Ippoterapia ha il pregio di migliorare gli
aspetti relazionali, comportamentali, socio-affettivi ed emotivi, di
acquisire la coscienza del proprio schema corporeo, di accrescere il
senso di responsabilità e di autostima al fine di sviluppare
l’autonomia del paziente. Obiettivo finale è un disegno di Legge, al
cui testo la Commissione Sanità sta già lavorando, che riconosca
l’Ippoterapia quale tecnica riabilitativa, disciplinandone anche
l’obiettivo terapeutico.