Appello degli esperti "si investa in una contraccezione responsabile"
mercoledì 7 ottobre 2009
In Africa sono adolescenti un quarto delle donne che subiscono un
aborto clandestino. L’85% delle morti per questa causa avvengono nella
zona sub-sahariana e nel centro–sud dell’Asia. Esiste un’evidente
correlazione fra povertà, maternità, interruzione volontaria di
gravidanza e decessi. E le giovanissime sono le più vulnerabili, anche
nei Paesi ricchi dove restano l’unica fascia in cui gli aborti
crescono. Bisogna invertire la tendenza, rimuovere le cause, investire
in educazione e in contraccezione responsabile perché la maternità
possa diventare una scelta consapevole. Questo l’appello lanciato dal
Congresso Mondiale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO), in corso a Città
del Capo. Fino al 9 ottobre oltre 13.000 esperti da tutto il globo si
confrontano su temi dalla forte ricaduta sociale, come appunto la
prevenzione di gravidanze non desiderate. “Le società scientifiche
internazionali sono concordi nell’indicare due strumenti fondamentali –
afferma il prof. GianBenedetto Melis, Direttore della Clinica Ostetrica
e Ginecologica dell'Università di Cagliari e vicepresidente della
Società Italiana di Contraccezione (SIC) -. Da un lato investire in
campagne educazionali nelle scuole e sui media, in collaborazione con
le Istituzioni. Dall’altro migliorare l’offerta contraccettiva per
abbattere le “resistenze” che alimentano la diffidenza nei confronti di
quella ormonale, la più sicura in assoluto. Come le pillole a base di
drospirenone che, come sottolineano gli esperi riuniti a Città del
Capo, presentano una formulazione e benefici extracontraccettivi
particolarmente adatti. Yaz rappresenta la proposta più mirata per le
adolescenti – sottolinea Melis – perché e’ in grado di contrastare
l’acne, i sintomi premestruali e la ritenzione idrica, con un evidente
beneficio per il benessere complessivo, anche psicologico, della
ragazza”. Ma, come ha sottolineato la presidente della FIGO, la
canadese Dorothy Shaw, “Vanno affrontate con determinazione le troppe
discriminazioni fra i Paesi ricchi e i poveri, soprattutto sul
materno-infantile che passano attraverso una contraccezione
responsabile ma anche una forte lotta alle violenze nei confronti della
donna, alle mutilazioni genitali femminili, alla garanzia di accesso a
farmaci e terapie soprattutto per l’AIDS e le altre malattie
sessualmente trasmesse”. “I problemi sono enormi, di ordine economico e
culturale – afferma Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana
di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) -: mentre sui primi, purtroppo, non
possiamo che appellarci ad organismi sovranazionali, come abbiamo già
fatto ad esempio in occasione del G8, per i secondi dobbiamo svolgere
un’azione più pressante, proponendo modelli che hanno già dimostrato la
loro efficacia. Fonte: Congresso Mondiale di Ginecologia e Ostetricia
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