Goethe
affermava che la bellezza è negli occhi di chi guarda. Oggi i
ricercatori dell'Università di Oxford (Regno Unito) hanno dimostrato che
questo principio è valido anche per l'arte. Secondo uno studio
pubblicato dalla rivista Frontiers in Human Neuroscience l'attivazione
delle aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione dei giudizi è diversa
se si è convinti che l'opera osservata sia un falso. Questo fenomeno si
realizza anche se il quadro spacciato per falso è, in realtà, un
originale. Secondo gli autori, questi risultati dimostrano che la
risposta dell'uomo all'arte non è razionale.
Lo studio ha
previsto l'analisi di scansioni cerebrali di 14 individui mentre
osservavano dei ritratti di Rembrandt. E' stato, così, scoperto che il
cervello non è, di per sé, in grado di distinguere i falsi dagli
originali, ma che le aree cerebrali attivate sono diverse a seconda che
all'osservatore venga detto che un quadro é un falso o un originale. In
particolare sapere di osservare un originale fa sì che vengano
stimolate le aree cerebrali responsabili dei meccanismi di ricompensa –
gli stessi attivati, ad esempio, da una vincita-, mentre la
consapevolezza che un'opera sia una copia riduce questi meccanismi.
Secondo
Martin Kemp, coautore della ricerca, questo fenomeno potrebbe spiegare
perché si è disposti a viaggiare per vedere dal vivo i capolavori
dell'arte. (ASCA)