HomeBenessereTerapiaDisturbi alimentari: in aiuto la stimolazione cerebrale profonda

Disturbi alimentari: in aiuto la stimolazione cerebrale profonda

Oggi si celebra la VI Giornata del Fiocchetto Lilla, simbolo della lotta contro i disturbi del comportamento alimentare. Tali disturbi non si riescono sempre a trattare con la psicoterapia, pertanto è necessario considerare nuovi interventi terapeutici.

A tal proposito vi parlo di un recente e innovativo studio che ha applicato ai pazienti affetti da questa patologia una tecnica notoriamente utilizzata per ridurre i sintomi del Parkinson. Si tratta della Deep Brain Stimulation – DBS – o Stimolazione Cerebrale Profonda.

La ricerca in questione si è in particolare concentrata sull’utilizzo della DBS nei casi di anoressia cronica. L’anoressia è ad oggi la patologia psichiatrica più pericolosa per la sopravvivenza del paziente. Ci sono persone – prevalentemente donne – che arrivano a soffrirne per un periodo lunghissimo, come quelle che hanno fatto parte del campione: un – forse troppo – piccolo gruppo costituito da 16 pazienti, affette da anoressia grave da 18 anni (in media).

Benefici rilevati

  • miglioramento dell’umore
  • riduzione di ansia
  • aumento della funzionalità dei circuiti nervosi coinvolti nella malattia
  • aumento ponderale

Per quanto riguarda il risultato evidenziato dalla risonanza, gli autori spiegano che potrebbe essere dato dalla capacità della tecnica di modificare i circuiti cerebrali che “guidano” l’anoressia.

Immagine di risonanza

Credit: Reprinted from The Lancet

Ancora lontani dalla soluzione

Per quanto questo studio abbia prodotto risultati promettenti e la tecnica si sia dimostrata sicura, siamo ancora lontani dall’avere una soluzione facilmente praticabile. La DBS è infatti un intervento invasivo – i neurochirurghi inseriscono nel cervello degli elettrodi con lo scopo di riattivare aree e network coinvolti nella malattia e nel controllo del comportamento – e non esente da effetti collaterali.

Con le parole dell’autore

I risultati sono promettenti ma sono necessarie ulteriori ricerche. L’anoressia rimane il disturbo psichiatrico con il più alto tasso di mortalità. Per questo c’è urgente bisogno di sviluppare trattamenti sicuri ed efficaci sostenuti da una crescente comprensione dei circuiti cerebrali. – Andres Lozano, professore dell’Università di Toronto

L’articolo è stato pubblicato su The Lancet Psychiatry.