HomePersonaCervelloCervello e decisioni: come valutiamo se lo sforzo vale la ricompensa? Implicazioni nei disturbi della motivazione

Cervello e decisioni: come valutiamo se lo sforzo vale la ricompensa? Implicazioni nei disturbi della motivazione

omino su bilancia si o no

In che modo il nostro cervello prende decisioni? Nella vita quotidiana sono molte le situazioni in cui dobbiamo valutare se valga la pena fare un certo sforzo per ottenere una ricompensa. Uno studio aiuta a fare luce sui disturbi della motivazione

Faccio molta strada in più per mangiare la mia pizza preferita o faccio poca strada ma mi accontento di una pizza che mi piace di meno?

Ogni azione che facciamo implica un costo in termini di energia fisica, ma gli studi sui processi decisionali finora si sono soffermati su come valutiamo i costi esterni (come i rischi o il tempo) ma non l’impegno fisico.

Essere restii a compiere sforzi è un aspetto caratteristico di alcuni disturbi neurologici e capire come il cervello processa le decisioni in cui bisogna valutare tra sforzo e ricompensa potrebbe portare ad una maggiore comprensione di tali condizioni.

In uno studio supportato dalla Welcome Trust e dal Consiglio Europeo della Ricerca, gli studiosi hanno deciso di verificare quali regioni del cervello sono coinvolte nella valutazione sforzo/ricompensa. Nella ricerca è stato chiesto a dei volontari, mentre venivano sottoposti a Risonanza Magnetica, di fare delle scelte che implicavano diversi livelli di ricompensa economica e di sforzo fisico. I risultati mostrano che le decisioni vengono influenzate da entrambi i fattori con una preferenza – com’era prevedibile – per le opzioni in cui si ottiene la ricompensa maggiore col minimo impegno.

I ricercatori hanno poi analizzato i dati per individuare le aree cerebrali coinvolte durante il processo decisionale. Il team ha scoperto un pattern di attività rilevante in tre aree diverse del cervello:

  • la valutazione dello sforzo attiva l’area motoria supplementare (SMA) ed il putamen;
  • la corteccia prefrontale ventromediale, si attiva nella valutazione della ricompensa,
  • il punto critico nel processo decisionale che implica uno sforzo fisico, avviene nella corteccia cingolata dorsale anteriore (dACC), dove viene codificata la differenza tra lo sforzo e la ricompensa come un valore unico, unendo quindi i risultati degli altri due circuiti neurali.

Non c’è, quindi, un solo sistema cerebrale di decisione, ma ce ne sono diversi che si combinano in modo flessibile in base al tipo di decisione che affrontiamo. Inoltre, i volontari dello studio hanno mostrato diverse sensibilità allo sforzo e anche diversi livelli di attività neurale, suggerendo che le persone possono avere differenti equilibri tra i loro sistemi di sforzo e ricompensa.

Questa ricerca offre un contributo alla comprensione di numerosi disturbi inclusa la depressione, l’apatia e i sintomi negativi della schizofrenia, disturbi in cui c’è una ridotta capacità di dedicarsi ad attività che richiedono un impegno al fine di ottenere una ricompensa.

Non possiamo inferire un legame di causa ed effetto e sono necessarie ulteriori ricerche ma è possibile che in questi disturbi ci sia un’importante mancanza di equilibrio tra i diversi sistemi di decisione. Questo spiegherebbe perchè queste persone evitano, più delle altre, di scegliere le opzioni che comportano un impegno maggiore.

Francesca Pisacreta, psicologa

Articoli di

Francesca Pisacreta è una psicologa che ha dedicato il suo percorso formativo e professionale allo studio delle Neuroscienze e della Neuropsicologia Clinica. Si occupa della valutazione e riabilitazione dei disturbi cognitivi conseguenti a lesioni cerebrali, demenze o altre patologie neurologiche. Svolge la sua attività nella provincia di Avellino e si rivolge ad adulti, anziani e bambini.