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Parlare con l’anziano: una cosa che devi sapere

telefono senza fili

– Cosa? Non ho capito. Puoi ripetere?
– Allora, nonna, volevo dire che….

Chissà quante volte vi siete trovati in questa situazione quando vi siete intrattenuti a parlare con una persona anziana, e spesso la motivazione che vi siete dati è che “non sente bene”. Questo potrebbe essere vero solo in parte; stando ai risultati di un recente studio pubblicato sul Journal of Neurophysiology, durante il normale processo di invecchiamento nel cervello succede qualcosa che induce la persona anziana a fare fatica a seguire un discorso quando c’è un rumore di fondo, anche quando l’udito è perfettamente normale.

Procedure

Le 32 persone che hanno preso parte a questo studio sono state divise in due gruppi: giovani-adulti (età media, 22) e adulti-anziani (età media, 65 anni). La comprensione del parlato dei volontari è stata misurata attraverso il rapido test Speech-in-Noise (QuickSIN). I ricercatori, oltre a calcolare la capacità degli ascoltatori di comprendere un discorso in ambienti tranquilli e ambienti rumorosi, hanno analizzato l’attività del cervello mediante elettroencefalografia (EEG) e magnetoencefalografia (MEG).

Risultati

I dati raccolti hanno mostrato che il gruppo degli adulti-anziani faceva fatica a elaborare un discorso anche in un ambiente tranquillo rispetto a quello dei giovani-adulti. Sembra che questa difficoltà possa dipendere dalla velocità della corteccia uditiva: nelle persone più giovani il discorso viene elaborato in tempi rapidi, mentre nei soggetti anziani il cervello ha bisogno di più tempo per rappresentare le stesse informazioni.

Non è il volume ma la velocità

Questi risultati ci fanno riflettere e forse ci suggeriscono che, quando siamo in un ristorante o in un ambiente affollato, il nostro caro anziano potrebbe avere difficoltà a capire quello che stiamo dicendo perché i segnali vocali vengono elaborati dal cervello più lentamente e con minore accuratezza. Potrebbe quindi essere utile parlare con chiarezza e a un ritmo normale – o leggermente più lento del normale.

Ultimo consiglio

Dal momento che questi risultati suggeriscono che il cervello dell’anziano potrebbe tralasciare parte del discorso, è sicuramente utile guardare direttamente la persona per assicurarsi di avere la sua attenzione e per compensare la perdita di informazioni che può generale dal solo ascolto – senza contatto visivo.

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La passione e l’attenzione verso tematiche relative al cervello, al comportamento e alle emozioni hanno sempre guidato le scelte formative e professionali di Elisabetta Grippa. "Ogni esperto dovrebbe creare un dialogo continuo e constante non solo tra colleghi, ma anche con il pubblico generale, al fine di diffondere conoscenze utili per tutti". L’esperto, secondo Elisabetta, dovrebbe svolgere una sorta di mediazione culturale fra il mondo scientifico e quello della gente comune. Tra i suoi interessi vi sono la lettura e i viaggi.