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E' nata Hafricah.Net, community di Messina per studenti dell'università, del liceo e per ragazzi che hanno voglia di chiacchierare o semplicemente di ascoltare!

L'iniziativa è nata dall'aver riscontrato che Messina è una città un po' sonnacchiosa, dal punto di vista sociale: le attrattive e le iniziative culturali non sono sufficientemente promosse e spesso si finisce per accontentarsi, rassegnati in quest'immobilismo. Mi piacerebbe insieme a voi costruire un progetto che sia un punto d'incontro, un momento importante per confrontarsi e consigliarsi sulle scelte che si presentano quotidianamente.

Abbiamo denominato questo progetto “Hafricah” perchè, come il continente africano, anche il popolo dei giovani è un popolo ricchissimo di energia, di buone idee, di voglia di fare, che spesso viene ignorato o poco valorizzato.

Il forum è interamente a vostra disposizione, anche per pubblicizzare un'attività, un'iniziativa, un'idea!! Tenetevi informati consultando il blog e... non siate timidi, iscrivetevi e fatevi conoscere sul nostro forum!!

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Hafricah.Net - Tra psicologia e neuroscienza

lunedì 23 gennaio 2012

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:)


lunedì 23 gennaio 2012

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CORSO DI PREPARAZIONE ALL’ ESAME DI STATO PER L’ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE

OBIETTIVI DEL CORSO:

Il Corso mette a disposizione le conoscenze e l’esperienza professionale dei
Soci Psicologi e Psicoterapeuti dell’ Istituto Mediterraneo di Psicologia, al fine
di accompagnare giovani laureati durante la preparazione dell’ Esame di Stato
per l’abilitazione della Professione di Psicologo.
Il Corso andrà ad approfondire la preparazione teorica e metodologica ai fini
del superamento dell’esame di Stato, individuando le linee guida per il corretto
svolgimento delle prove.

MODALITA’ DI ISCRIZIONE :

I partecipanti, entro il giorno 04/02/2012, dovranno presentare la
Domanda di Iscrizione (scaricabile dal sito www.cooperativaimep.org)
inoltrandola all’indirizzo urp-imep@libero.it.
La Quota di Iscrizione dovrà essere versata tramite bonifico sul C/C IT
08L0335901600100000014976 intestato a I.Me.P. Soc. Coop. Causale:
Iscrizione Corso Psicologi + cognome partecipante.

CONTATTI
Mail: urp-imep@libero.it
Cell.: 338/2294897 (Dott.ssa R. M. Nucera)

domenica 8 gennaio 2012

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Siete d'accordo...??


lunedì 2 gennaio 2012

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Il cervello sociale: a quanti facciamo gli auguri di Buon Anno?

Farsi gli auguri per il nuovo anno è scambiarsi “carezze”, se intendiamo per carezza tutto ciò che, riconoscendo l’esistenza dell’altro, comporta una comunicazione con una valenza affettiva anche minima. Ma quanto è grande la cerchia dei nostri amici? E quanti familiari ed amici sono necessari per soddisfare i bisogni fondamentali di affiliazione, cura e condivisione? L’antropologo Robin Dunbar prova a dare alcuni numeri, basandosi sulle caratteristiche peculiari del nostro cervello. Negli anni ’90, attraverso esperimenti all’avanguardia che hanno rivoluzionato la biologia evoluzionistica, egli ha dimostrato come, in qualsiasi contesto e periodo storico, gli esseri umani riescano a mantenere relazioni significative e stabili con un massimo di 150 individui. I suoi studi sembrano indicare che la neocorteccia cerebrale sia in grado di gestire un massimo di 150 relazioni - 150 è noto come “numero di Dumbar”, una sorta di misura del limite cognitivo - oltre questa soglia i rapporti tendono inevitabilmente a deteriorarsi, fino ad annullarsi, per riduzione o mancanza di contatti.

Robin Dunbar è professore di Antropologia evoluzionistica all’Università di Oxford e direttore dell’Istituto di Antropologia cognitiva e ed evoluzionistica presso la stessa università. Fellow della British Academy, per la quale dirige il progetto “Lucy in lingua: l’archeologia del cervello sociale”, si occupa principalmente dell’evoluzione della socialità negli esseri umani e nei primati non umani. Il “numero di Dunbar” induce ad immediate riflessioni. Quanti sono i familiari, amici e conoscenti a cui abbiamo fatto o faremo gli auguri? E che dire degli entusiasti di Facebook che ritengono di avere migliaia di amici?

Dunbar - che integra l’attività di studioso a quella di divulgatore - ha raccolto gli articoli pubblicati nel corso degli ultimi anni in un saggio, tutt’altro che noioso e pedante, tradotto con il titolo “Di quanti amici abbiamo bisogno? Frivolezze e curiosità evoluzionistiche” (Raffaello Cortina Editore, 2011). “Li ho raccolti in questo libro allo scopo di trasmettere un’idea dell’entusiasmo e del divertimento che hanno accompagnato l’ultimo decennio di studi evoluzionistici sul comportamento e, in particolare, sul comportamento umano”, scrive Dunbar nei Ringraziamenti all’inizio del saggio.

Riguardo la struttura della nostra rete di contatti sociali, l’antropologo ipotizza che sia basata su multipli di tre. Se la coppia maschio-femmina è l’unità base della dimensione riproduttiva, il nucleo minimo di persone unito da legami molto stretti, con i quali confrontarsi nei momenti difficili (per consigli, conforto, richieste di aiuto o denaro) è costituito da circa tre o cinque persone. Poi, a mano a mano, la cerchia si allarga: oltre il primo gruppo se ne trova solitamente un secondo rappresentato da altre dieci persone. E poi un altro ancora, di approssimativamente trenta persone, e così via. Se si considera ciascuna cerchia comprensiva di tutte le cerchie più interne, esse sembrano formare una serie che cresce moltiplicando per tre. Per quanto riguarda gli amici sui social network, i dati scientifici sembrano confermare le statistiche di Facebook secondo cui l’utente medio presenta circa 130 amici. Le varie cerchie di conoscenze riflettono il grado di intimità e la frequenza dei contatti: la cerchia più interna è composta da familiari ed amici con cui ci relazioniamo almeno una volta alla settimana, la seconda, da persone che contattiamo almeno una volta al mese, mentre entriamo in rapporto con il gruppo più esteso dei 150 almeno una volta all’anno, per gli auguri di Buon Anno, appunto.

Al di là della freddezza dei dati numerici, gli studi di Dunbar mirano a mettere in luce la complessità del nostro cervello sociale che seleziona le persone di cui abbiamo bisogno per vivere in società e dare libera espressione alla nostra creatività.

 

lunedì 2 gennaio 2012

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Non sono d'accordo. Non si può guarire da una cosa che non è una malattia.
L'omosessualità è una cosa naturale, è come pensare di curare il colore degli occhi.
Non so rispondere.
L'omosessualità è contronatura, dobbiamo stare attenti affinchè non diventi la prassi e non dilaghi.
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