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La pensione accelera i disturbi di memoria

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Sono tanti i lavoratori stanchi degli orari e delle mansioni lavorative che aspettano con ansia l’arrivo della pensione. Attenzione però: secondo un nuovo studio l’inattività accelera il declino delle funzioni cognitive.

La funzionalità cerebrale diminuirebbe fino a un 38% più velocemente quando si va in pensione. Un imponente studio britannico ha rintracciato 3400 dipendenti pubblici in pensione e ha rilevato un peggioramento della memoria a breve termine. I volontari sono stati sottoposti a regolari test di memoria per un periodo di 30 anni. I risultati, pubblicati sull’European Journal of Epidemiology, hanno rivelato che la memoria verbale -che ha una riduzione naturale in funzione dell’età- si era deteriorata del 38% più velocemente una volta che i volontari si erano ritirati in pensione.

Non è una novità, direte, e avete ragione: è assodato ormai che la mancanza di una stimolazione regolare si ripercuote sul cervello e sulla sua corretta funzionalità.

Use it or lose it

Cary Cooper, professore della Manchester Business School, ha dichiarato che lo studio non fa altro che confermare le ricerche precedenti che suggeriscono che se le persone non tengono allenato il cervello, le sue funzioni vengono compromesse.

L’inattività mentale tipica della pensione fa aumentare il rischio di sviluppare una demenza. E non si parla tanto di fare un Sudoku ma di intraprendere vere e proprie attività, anche se completamente diverse dal lavoro precedente. Se hai lavorato nel servizio civile per tutta la vita, perché non vai ad aiutare in un ospedale o a insegnare? La cosa più importante è interagire con le persone.

Come mantenere il cervello in forma

Interagire con le persone e tenersi occupati sarebbe la chiave per mantenere un cervello sano secondo gli scienziati. Persino i funzionari statali di alto rango con lavori mentalmente impegnativi hanno visto precipitare la loro capacità cerebrale una volta che hanno smesso di lavorare! Questo suggerisce che una carriera impegnata non protegge necessariamente contro il declino cognitivo a meno che i pensionati non si mantengano fisicamente e mentalmente attivi.

Gli esperti dicono che il modo migliore per evitare che il cervello vada in pensione a sua volta è rimanere attivi, seguire una dieta sana, smettere di fumare e bere con moderazione.

Sapere che abbandonare il lavoro può catalizzare il deterioramento cognitivo aiuta a intraprendere nuove azioni preventive, senza ansia, ma con consapevolezza.