HomeTecnologiaSocial e GamingLa più grande ricerca sull’Alzheimer passa da un gioco per smartphone

La più grande ricerca sull’Alzheimer passa da un gioco per smartphone

ragazza con smartphone

Si prospetta come il più grande esperimento di ricerca sulla demenza al mondo e prende la forma di un videogioco. Sea Hero Quest è un’avventura nautica in cui il giocatore deve salvare i ricordi perduti di un vecchio marinaio andando in barca a vela per isole deserte e oceani ghiacciati con un semplice tocco sullo smartphone.

Credit UCL

Credit UCL

La storia di questo videogioco nasce dall’osservazione che perdersi è uno dei primi sintomi della malattia di Alzheimer. I ricercatori della University College di Londra credono che valutare le capacità di orientamento nel corso della vita possa contribuire a sviluppare un nuovo test per la demenza.

I risultati, presentati di recente nel corso di una conferenza sulle neuroscienze, sono già interessanti: 2,4 milioni di persone hanno scaricato e utilizzato il gioco e hanno mostrato indirettamente come il senso della direzione – l’orientamento spaziale – declini costantemente dopo l’adolescenza.

Il gioco registra infatti il senso dell’orientamento del giocatore (di cui si sa solo l’età) e la sua abilità di superare i livelli trovando ogni volta il giusto percorso. Alcuni di questi livelli richiedono di navigare in mare aperto e poi lanciare un razzo in direzione di casa, mentre altri richiedono la memorizzazione di una sequenza di boe di segnalazione.

I primi dati analizzati dagli studiosi del University College London sono stati quelli dei livelli con il razzo da sparare in direzione di casa, i quali hanno mostrato che a 19 anni si ha un’accuratezza del 74% che diminuisce di anno in anno fino a raggiungere il 46% all’età di 75 anni.

Il dottor Hugo Spiers, in un’intervista per la BBC, ha detto

Quello che siamo in grado di annunciare al mondo è che la capacità che consente di sparare il razzo all’obiettivo – il senso della direzione – diminuisce col tempo.

I dati suggeriscono anche che gli uomini avrebbero un leggero vantaggio rispetto alle donne e che le popolazioni nordiche hanno delle performance medie migliori rispetto al resto del mondo, anche se non è ancora chiaro perchè. Le ipotesi sono tre:

  • si tratta di persone che godono di una migliore salute generale, fattore comune nei paesi nordici, che conservano più a lungo la loro abilità di orientamento
  • si tratta di abitanti di nazioni costiere che hanno navigatori migliori
  • vi è una componente genetica innata – “sangue vichingo”

Obiettivo della ricerca è quello di sviluppare uno strumento per diagnosticare la demenza nelle sue prime fasi – cosa che non è ancora possibile.

Perdere del tutto la capacità di orientarsi per un soggetto sano è raro, ma è piuttosto comune nelle persone con malattia di Alzheimer. Avere dei dati relativi al declino normale e a quello patologico nell’arco di vita potrebbe aiutare i medici a individuare i pazienti a rischio Alzheimer.

Hilary Evans, amministratore delegato di Alzheimer Research UK ha detto:

Purtroppo sentiamo troppo spesso di persone che si perdono e vengono ritrovate a diverse miglia di distanza da casa. I ricercatori ritengono che i problemi di navigazione spaziale riscontrati al videogioco potrebbero costituire la base di un test diagnostico per le prime fasi di forme di demenza come quella di Alzheimer. Ma affinché uno strumento diagnostico sia attendibile, deve tener conto della variazione naturale e fisiologica di una particolare abilità – in questo caso l’orientamento – in tutta la popolazione.

Uno strumento innovativo come il videogioco può fornire agli scienziati una quantità di dati senza precedenti provenienti da tutto il mondo. Per capirci: la raccolta dei dati di 2,4 milioni di persone che passano un po’ di tempo a giocare la sera o nelle pause a lavoro in laboratorio sarebbe durata 9.400 anni.

Vale la pena, è evidente, di scervellarsi per trovare nuovi modi di fare ricerca e raccogliere dati!

articolo precedente
articolo successivo