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Lo Stroop test che valuta le emozioni

parole colorate

Oggi festeggiamo la nascita dello scopritore del famoso effetto Stroop mettendoci alla prova – e scoprendone una versione poco nota.

Cominciamo

esercizio stroop

Quello che hai appena sperimentato su te stesso è l’effetto Stroop, un esempio di variazione dei tempi di reazione durante uno specifico compito.

Il test di Stroop classico consiste nel pronunciare ad alta voce il nome del colore con cui è stampata una parola (bisogna dire blu quando la parola è stampata con il colore blu) anche se il significato della parola è diverso (ad es., rosso).

Due conseguenze di questo effetto

  • rallentamento dei tempi di reazione (leggerai più lentamente)
  • aumento del numero di errori nella condizione in cui ad esempio la parola rosso è scritta in blu

Il test di Stroop emotivo

Meno noto del precedente, lo Stroop emotivo è usato per valutare le emozioni. In questo caso, il soggetto deve nominare i colori di parole che possono suscitare emozioni o essere neutre.

Due dati interessanti

  1. i partecipanti con depressione sono più lenti a dire il colore delle parole considerate depressive rispetto a quelle non-depressive
  2. i soggetti di controllo, senza condizioni psicopatologiche, sono più lenti a nominare il colore di una parola che suscita un’emozione (cancro, guerra, uccidere) rispetto a una neutra (orologio, ascensore, vento)

Anche se i due test condividono risultati comportamentali simili (rallentamento dei tempi di risposta/aumento errori) i meccanismi che intervengono sembrano essere diversi.

Il test di Stroop classico crea infatti un conflitto tra il significato della parola ed il colore incongruente. Lo Stroop emotivo coinvolge solo parole neutre VS emotive. Il colore, in questo caso, non interferisce con la velocità, poiché non in conflitto col significato. Il rallentamento sarebbe causato dalla rilevanza emozionale che la parola ha per l’individuo.

Gli studi mostrano lo stesso effetto di rallentamento per le parole emotive anche se tutte le parole sono dello stesso colore.

fmri stroop

Il compito di Stroop emotivo attiva la corteccia cingolata anteriore, il giro frontale inferiore e superiore.

Dalla ricerca alla clinica

Il test di Stroop, secondo una rassegna del ’91, coinvolge una ventina di variabili psicologiche importanti nella definizione della performance.

Quello classico si è rivelato utile nell’individuazione di lesioni cerebrali, di psicosi, di malattie psicosomatiche. Quello emotivo è stato utilizzato ampiamente in studi clinici con parole emotive correlate all’area di interesse di un particolare paziente: ad es., parole che richiamano l’alcol con un campione di soggetti alcolisti o parole legate a una particolare fobia con un campione di soggetti fobici.

Entrambi i test coinvolgono il controllo della risposta e la necessità di sopprimere le informazioni distraenti per mantenere il focus attentivo sul compito.

I dati raccolti fino ad ora non consentono di utilizzare con buona attendibilità il test al di fuori della ricerca.

Curiosità

Lo scopritore di questo effetto, John Ridley Stroop, è stato uno psicologo americano. Il suo articolo Studies of interference in serial verbal reactions è uno dei più citati nella storia della psicologia sperimentale.