HomePersonaMente“Se non fosse accaduto, adesso sarei…” Gli inganni del pensiero controfattuale

“Se non fosse accaduto, adesso sarei…” Gli inganni del pensiero controfattuale

porte del treno

di Simone Migliore

Il signor Rossi ed il signor Bianchi devono prendere due diversi voli che partono dallo stesso aeroporto alla stessa ora. Viaggiano sullo stesso taxi per l’aeroporto ma, a causa dell’intenso traffico, arrivano 30 minuti dopo l’orario di partenza dei voli. Al signor Rossi viene comunicato che il suo volo è partito in orario, al signor Bianchi che il suo volo è partito con 25 minuti di ritardo.

Secondo te chi dei due è il più contrariato? Chi è il più triste?

Di cosa si tratta

Il pensiero controfattuale consiste nell’immaginare scenari o situazioni alternative che sarebbero potuti accadere, ma non sono accaduti. Con questo processo quindi smontiamo il nostro passato e ricostruiamo il futuro che si sarebbe potuto realizzare, ma che non è stato.

Tale modalità di pensiero è spesso accompagnata da quella sorta di rammarico, rimpianto o dispiacere che proviamo ogniqualvolta ci accorgiamo che ciò che abbiamo ottenuto è peggiore di quanto avremmo potuto ottenere se avessimo agito diversamente.

Il pensiero controfattuale, quindi, va ad influenzare il modo in cui facciamo fronte agli eventi della vita quotidiana, ma anche il modo in cui cerchiamo di comprendere le scelte altrui e i loro stati d’animo.

Daniel Kahneman e Amos Tversky, due psicologi israeliani che hanno rivoluzionato lo studio e le conoscenze sui processi di presa di decisione (il Prof. Kahneman vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002), suggeriscono degli esempi di come il pensiero controfattuale possa influenzare sui nostri stati d’animo: si tratta della storia del signor Rossi e del signor Bianchi che apre questo articolo. Forse anche tu avrai risposto che sarà il signor Bianchi il più contrariato tra i due. Questo avviene perché perdendo l’aereo per appena 5 minuti ognuno di noi immagina che il signor Bianchi avrebbe potuto prenderlo se solo una piccola azione fosse stata diversa, se solo fosse partito leggermente prima, se solo il semaforo fosse stato verde…

Ciò che rende più intensa la reazione emotiva è la facilità con cui le varie possibilità alternative sono immaginabili da parte dell’individuo.

Il risvolto sulle nostre decisioni

Il pensiero controfattuale non solo influenza a posteriori la scelta fatta, ma già nel momento in cui dobbiamo prendere una decisione siamo portati ad immaginare come ci sentiremmo se scoprissimo che avremmo fatto meglio a scegliere un’alternativa diversa. Il pensiero controfattuale, tramite la sua anticipazione, agisce quindi anche nella fase di valutazione delle alternative, diventando determinante sulla nostra capacità di scelta.

Essere consapevoli di questi processi spesso automatici ci può aiutare a non cadere nelle trappole del pensiero controfattuale e ad attenuare il nostro rammarico e la nostra rabbia.


Sull’autore

dott. Simone MiglioreSimone Migliore è psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con una formazione specifica in Neuropsicologia e Psicodiagnostica. I suoi principali campi di intervento sono la valutazione e riabilitazione dei disturbi cognitivi sia nell’adulto che nel bambino, nonché la valutazione ed il trattamento delle principali sintomatologie psichiatriche (attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, depressione, disturbi di personalità). Si occupa, inoltre, di valutazione e trattamento di dolore cronico (ad es: cefalea di tipo tensivo, emicrania..) attraverso l’utilizzo del Biofeedback. Se vuoi conoscerlo meglio, visita il suo sito web.