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Stress: come aiutare il cervello a farvi fronte

ragazzo che urla

Articolo a cura di Adriana Cuccaroni

Stress: termine comunemente utilizzato per indicare situazioni che comportano fatica, emotiva e fisica, percepita da chi la vive come eccessiva e senza via di uscita. Ci si sente inadeguati a gestirla, quindi ancora più stanchi!

Tipi di stress

disegno testa di donnaA livello scientifico la parola stress è stata coniata negli anni ’30 da Hans Selye, per indicare una reazione dell’organismo alle pressioni ambientali. Non c’è un solo tipo di stress, ma quattro.

Eustress

Tensione nervosa positiva che permette di fronteggiare le situazioni

Understress

Situazione di immobilità e sfiducia della persona circa la possibilità di affrontare e gestire le situazioni

Overstress

Sensazione di oppressione, di carico eccessivo che la situazione stressante comporta, poiché supera le capacità di resistenza della persona

Distress

Reazione di frustrazione, collera, ansia che sfocia nella patologia vera e propria di scompenso ed esaurimento. Viene definita anche “sindrome generale di adattamento” e si evolve in tre fasi:

  1. Fase di allarme. L’organismo cerca di rispondere alla situazione e risolverla, ma si avvertono i primi sintomi fisici. In particolare: insonnia, minore consumo di cibo, minore percezione di dolore, aumentata sensibilità della vista e dell’udito
  2. Fase di resistenza. Il fattore o i fattori di stress si intensificano e la reazione difensiva dell’organismo diventa elevata o eccessiva
  3. Fase finale. L’energia e la capacità di difesa si abbassano e si esauriscono

Cosa succede nel cervello sotto stress?

Lo stress è, quindi, la risposta data dall’organismo di fronte a stimoli esterni o interni – gli stressors – che alterano l’equilibrio e creano una situazione di “emergenza”, principalmente producendo maggiore quantità dell’ormone cortisolo e della noradrenalina, un mediatore nervoso che aumenta l’attivazione e facilita la ricerca di soluzioni. Nasce quindi come tentativo di compensazione, ma talvolta culmina invece nell’esaurimento.

Le stesse strutture nervose che producono queste sostanze, ne frenano il rilascio se in eccesso, per evitare che l’organismo rimanga in uno stato di ipereccitazione e ipertensione. Tuttavia, in persone anziane o molto sensibili allo stress, questo freno può non funzionare adeguatamente e la reazione di stress e di iperattivazione si cronicizza fino alla patologia, soprattutto se le pressioni esterne che l’hanno determinata continuano a provocare squilibrio.

Cervello e stress: i benefici dell’attività fisica

L’esercizio fisico si è dimostrato utile poiché regola il rilascio di noradrenalina nella parte del cervello denominata ippocampo centrale. Questa struttura è coinvolta nelle risposte a stress e panico e la regolazione della noradrenalina facilita la resilienza. La resilienza è la capacità di far fronte alle difficoltà a forte impatto emotivo in modo positivo.

Il fitness mentale

Oltre ai benefici che l’allenamento muscolare e l’esercizio fisico possono produrre sul cervello, sono ormai riconosciuti utili anche programmi e percorsi di Brain Training. Si tratta di un vero e proprio fitness mentale per recuperare e compensare le conseguenze dello stress quotidiano da studio o lavoro, o quelle di uno o più eventi stressanti sulle funzioni cognitive: training di “ginnastica mentale”, con schede ed esercizi appositi  per potenziare memoria, attenzione, concentrazione, orientamento spazio-temporale, linguaggio, riflessi.


Sull’autrice

Dott.ssa Adriana CuccaroniLaureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso “La Sapienza” di Roma, è interessata ad un approccio focalizzato sulle neuroscienze, sulla relazione mente-corpo e sulla promozione del benessere individuale ed organizzativo. Lavora nel settore della Psicologia dello Sport, è operatore di Training Autogeno, trainer certificato Pilates metodo PPM ® Matwork e Gravidanza e Mindful Running ® – Meditazione in Corsa.

Puoi seguirla sul suo blog.