HomePersonaCervelloAlterazioni cerebrali simili nei diversi disturbi emotivi

Alterazioni cerebrali simili nei diversi disturbi emotivi

immagine di neuroimaging

I disturbi emotivi più diffusi condividono le stesse laterazioni cerebrali, in particolare alterazioni della materia bianca. Tali anomalie potrebbero rivelare una sindrome da disconnessione tra circuiti neurali con conseguente modificazione del controllo cognitivo e comportamentale dell’emozione

Sebbene i disturbi emotivi abbiano meccanismi distinti, essi condividono molti punti in comune a livello genotipico e fenotipico e spesso tra loro c’è comorbidità (spesso si presentano insieme, come il disturbo depressivo e ansioso).

I ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago hanno condotto una metanalisi degli studi presenti in letteratura che hanno analizzato la materia bianca di persone con disturbi dell’umore, con lo scopo di determinare quali alterazioni fossero comuni alle diverse classi di psicopatologie.

In che cosa consiste lo studio?

Nello specifico, i ricercatori hanno cercato nella letteratura scientifica gli studi che hanno utilizzato la whole-brain “diffusion tensor imaging” o DTI su adulti con disturbo depressivo maggiore, disturbo bipolare, disturbo d’ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo o disturbo post traumatico da stress, così come su adulti sani.  In totale sono stati esaminati 37 studi.

La DTI misura il grado in cui le molecole di acqua si muovono in una determinata direzione anzichè muoversi in modo casuale, dando un’indicazione dell’orientamento e dell’integrità delle fibre della materia bianca. Ci fornisce quindi informazioni circa la connettività di differenti parti del cervello.

“La materia bianca è paragonabile ad un’autostrada che connette le diverse regioni e circuiti cerebrali. Un’area con un movimento di acqua altamente direzionale è simile ad una superstrada senza traffico dove le macchine si muovono velocemente. Un’area con un movimento di acqua poco direzionato è simile ad una strada a due corsie, con molti segnali di stop e buche che rallentano il traffico” spiega Jenkins, ricercatrice post dottorato in psichiatria nell’ UIC College di Medicina e prima autrice dell’articolo. “Le regioni cerebrali connesse da queste strade più lente non comunicano bene così come le regioni in cui i collegamenti appaiono come delle autostrade veloci”.

Quali sono i risultati emersi?

Nei 37 studi che i ricercatori hanno esaminato, nei partecipanti con disturbi emotivi, la diffusione delle molecole di acqua in alcune aree della materia bianca era meno direzionata e più casuale, in confronto ai partecipanti sani. Di conseguenza le connessioni erano meno efficienti.

  • Le aree in cui è emersa tale anomalia sono: il fascicolo fronto-occipitale inferiore sinistro, il fascicolo uncinato, la radiazione talamica anteriore, il corpo calloso anteriore, la corona radiata superiore, il fascicolo longitudinale bilaterale ed il cervelletto. Questi tratti collegano importanti circuiti coinvolti nella regolazione della cognizione e dell’affettività.
  • L’alterazione più consistente riguardava il fascicolo longitudinale superiore sinistro (SLF), una regione cerebrale che connette diverse aree tra cui il default-mode network“, un circuito responsabile dei pensieri passivi che si attiva quando la nostra mente vaga ed il network di controllo cognitivo, che invece ci permette di focalizzare il pensiero su un compito e di restare concentrati.
    I pensieri negativi costanti e le ruminazioni associate con la maggior parte dei disturbi emotivi sembrano essere dovuti ad un’iperattivazione del default-mode network.
    Le alterazioni nella SLF non permetterebbero al “network di controllo cognitivo” di tenere a bada il “default mode network” e questo spiegherebbe come mai le persone con disturbi emotivi abbiano così tanta difficoltà nel modulare e riguadagnare il controllo dei loro pensieri negativi.
  • Un’altra scoperta sorprendente è che il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) condivide la maggior parte delle anomalie cerebrali con gli altri disturbi emotivi, nonostante sia caratterizzato da sintomi unici e distintivi, molto diversi da quelli delle altre condizioni patologiche. Il disturbo che invece si distingue e condivide minori caratteristiche della materia bianca con gli altri disturbi emotivi è il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
  • Tutti i disturbi emotivi presentavano maggiori anomalie nell’emisfero sinistro, ma nel disturbo bipolare erano presenti in entrambi gli emisferi. Studi precedenti su pazienti con ictus hanno mostrato che anomalie nell’emisfero destro sono associate con sintomi focalizzati all’esterno, come la mania, mentre il coinvolgimento dell’emisfero sinistro, è associato con sintomi rivolti verso l’interno, come la depressione.
    Le alterazioni bilaterali osservate nel disturbo bipolare quindi, potrebbero riflettere la vulnerabilità sia alla mania che alla depressione e all’ansia.

Quali sono le implicazioni?

Prima di arrivare ad una diagnosi accurata del disturbo emotivo specifico, possono trascorrere molti anni. Il Dr. Scott Langenecker, professore associato di psichiatria e psicologia del UIC College di Medicine e autore dell’articolo spiega

“Questo studio fa luce sui meccanismi condivisi da diversi disturbi emotivi e potrebbe fornirci dei biomarkers che in futuro potrebbero essere usati per diagnosticarli più velocemente. Cercare ulteriori punti in comune e di differenza a livello cerebrale, permetterebbe inoltre di migliorare anche il trattamento”.

Francesca Pisacreta, psicologa

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Francesca Pisacreta è una psicologa che ha dedicato il suo percorso formativo e professionale allo studio delle Neuroscienze e della Neuropsicologia Clinica. Si occupa della valutazione e riabilitazione dei disturbi cognitivi conseguenti a lesioni cerebrali, demenze o altre patologie neurologiche. Svolge la sua attività nella provincia di Avellino e si rivolge ad adulti, anziani e bambini.