HomePersonaMenteEcco perché l’ansia è l’ombra dell’intelligenza

Ecco perché l’ansia è l’ombra dell’intelligenza

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Come sarebbe vivere senza ansia? Niente unghie mangiucchiate, muscoli in tensione… sarebbe tanto bello quanto… impossibile. Quella di anticipare il futuro è una caratteristica tutta umana – non solo degli ansiosi! – che, nella maggior parte dei casi, ci è utile: se non potessimo prevedere gli esiti delle nostre azioni, per noi sarebbe difficile decidere quali comportamenti intraprendere. A sostenerlo è anche David Barlow, fondatore e direttore emerito del Center for Anxiety and Related Disorders della Boston University e autore di diversi libri e manuali sull’ansia e sul panico. L’intuizione originale, però, va attribuita a Howard Liddell, psicologo, che mezzo secolo fa scriveva “l’ansia accompagna l’attività intellettuale come la sua ombra e più scopriremo sull’ansia, più sapremo sull’attività intellettuale stessa.”

Che sia dunque per un esame, per un viaggio o per un appuntamento, “l’ansia è quel sentimento che ci spinge e ci motiva a pianificare il nostro approccio alle varie sfide in modo tale che ci si senta preparati”, dice Barlow. Paradossalmente, tutto ciò che è accompagnato da una lieve ansia si fa meglio: fintanto che è gestibile, quando non fa parte di un disturbo conclamato, l’ansia è un ambasciatore di responsabilità, ci spinge a prenderci cura delle cose importanti per noi. Sua alleata in questa missione, l’emozione della paura. È infatti ad soprattutto ad ansia&paura che dobbiamo essere grati per la sopravvivenza della nostra specie. Percepire i pericoli futuri e capire come intervenire su di loro è estremamente prezioso, come potete immaginare: banalmente, se non ci preoccupassimo di coprirci bene durante l’inverno, quando fa freddo, potremmo ammalarci.

Al contrario, dunque, ci si dovrebbe allarmare se i livelli di ansia fossero inesistenti. Quando l’ansia non c’è, le persone non percepiscono il pericolo e non si preoccupano delle conseguenze; sfidano la sorte e sono perennemente alla ricerca di emozioni forti. Sono gli Evel Knievels del mondo, noti, spesso, per il fatto di morire giovani…

In fin dei conti, dunque, l’ansia non va combattuta col tentativo di annullarla. Gestita, sì: sarebbe l’ideale per canalizzare l’energia a favore del migliore risultato raggiungibile.

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Articolo tratto dall’intervista fatta di Drake Baer