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La differenza tra essere intelligenti ed essere razionali

scacchi

Linda ha 31 anni, è single, non ha peli sulla lingua ed è molto solare. Si è laureata in filosofia. Da studente, era molto interessata a questioni di discriminazione e di giustizia sociale e ha partecipato a diverse manifestazioni contro il nucleare.

Scegli l’opzione che ti sembra corretta:

  1. Linda è una cassiera e lavora in banca
  2. Linda è una cassiera, lavora in banca ed è molto attiva nel movimento femminista

Se hai scelto la seconda opzione rientri nell’85% delle persone che cade in preda alla fallacia della congiunzione che, in poche parole, è la convinzione che la co-occorrenza di due eventi sia più probabile del verificarsi di uno solo dei due. A rigor di logica, infatti, l’opzione 1 è più probabile: tutti i cassieri di banca femministi sono cassieri di banca, anche se alcuni cassieri di banca possono non essere femministi.

Con questo piccolo quesito posto nel 1970 dagli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky, oggi voglio introdurre una questione che può sembrare ovvia ma ovvia non è. Essere intelligenti ed essere razionali non sono due cose che necessariamente coincidono. L’85% delle persone che ha risposto 2, infatti, nella maggior parte dei casi non ha deficit intellettivi. Il punto – ampiamente dimostrato – è che questi due attributi cognitivi [intelligenza VS razionalità] sono in realtà molto diversi tra loro.

Ad approfondire quanto scoperto negli anni ’70, altri studi sono stati condotti anche di recente; ad esempio, Keith Stanovich ha somministrato problemi simili a quello di Linda a grandi campioni di soggetti ai quali è stato anche valutato il QI – quoziente intellettivo. La scoperta principale è stata che una persona con un alto QI ha le stesse probabilità di cadere in fallacie come quella vista sopra di una con un QI basso. In più: uno studio del 2008 dimostrerebbe che le persone con un elevato QI sono addirittura più inclini alla fallacia della congiunzione.

Per tale ragione è stato dunque introdotto il concetto di Quoziente Razionale, o QR; mentre il QI misura l’intelligenza grezza (ragionamento astratto e capacità verbale) il QR tradurrebbe la propensione al pensiero riflessivo, ovvero la capacità di fare un passo indietro rispetto al nostro modo di pensare usuale per correggere le tendenze difettose.

A sostegno ancora del fatto che intelligenza e razionalità siano attributi cognitivi separati, c’è la prova che la razionalità, a differenza dell’intelligenza, può essere migliorata attraverso un training. Lo ha dimostrato in particolare lo studioso Carey Morewedge che ha condotto la sua ricerca su più di 200. È irrazionale – per restare in tema – pensare che con un training tutti possano diventare razionali, indipendentemente da situazioni e caratteristiche personali ma se continuiamo a studiare questi fenomeni potremmo sviluppare programmi di empowerment logico per diminuire l’influenza delle fallacie cognitive… che male non fa!