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La musica dà i brividi? Il perché è nel cervello

musica dà i brividi
Secondo i ricercatori dell’University of Southern California, le persone che hanno i brividi durante l’ascolto di musica potrebbero avere un cervello cablato in un modo particolare.

Il suono della batteria, un’armonia o la “pizzicata” di una corda di chitarra ti provocano “pelle d’oca” o un piacevole brivido lungo la schiena? Se la risposta è sì, anche tu hai sperimentato un frisson – e forse hai un cervello speciale.

Il frisson è il cosiddetto “brivido estetico”, definito a volte “orgasmo della pelle”. Consiste proprio in un’onda di piacere che percorre la pelle.

Matthew Sachs, ricercatore all’USC interessato alle risposte emotive che provengono dalla musica, ha avviato uno studio con l’obiettivo di indagare se ci fossero delle differenze nell’attività cerebrale tra chi sperimenta il frisson e chi no.

Sei davvero un appassionato di musica?

Al fine di ottenere un campione rappresentativo degli appassionati di musica, Sachs e collaboratori hanno avviato un sondaggio online e somministrato dei test per

  • valutare la cultura musicale e l’impegno dei partecipanti in quest’ambito
  • ottenere alcune informazioni sulla personalità
  • individuare il genere musicale preferito
  • raccogliere informazioni sulle reazioni emotive alla musica

Dalle 237 persone che hanno partecipato, ne sono state selezionate, divise poi in due gruppi: il gruppo di quelli che avevano i brividi e il gruppo di quelli che non li avevano.infografica 20 partecipanti

Prima di eseguire la scansione del cervello, ciascun volontario ha portato in laboratorio 3-5 brani preferiti. Le tracce spaziavano dal Liebestod di Wagner, tratto da Tristano e Isotta, a Swing Strawberry dei Coldplay, a Shooting Stars dei Bag Raiders, fino ad arrivare alla marcia musicale dei Blue Devils Drum and Bugle Corps.

Ma appassionato quanto?

I ricercatori hanno misurato le risposte fisiologiche dei volontari – conduttanza cutanea e frequenza cardiaca – all’ascolto di tre brani preferiti e di altrettanti di controllo. I ricercatori hanno chiesto quindi di valutare le reazioni emotive provate secondo una scala che andava da o (nessun piacere) a 10 (piacere elevato).

I test hanno permesso di confermare effettivamente che, anche se tutti erano appassionati di musica, solo alcuni dei partecipanti sperimentavano il frisson.

Il momento della verità. Acquisizione dati DTI

Visto che l’oggetto di indagine era la connettività cerebrale, il cervello dei volontari è stato monitorato con una tecnica di scansione del cervello chiamata Imaging di Tensore di Diffusione (DTI).

scansione dti

L’imaging del tensore di diffusione (DTI) è una tecnica di Risonanza Magnetica chepermette di vedere come sono connesse diverse regioni del cervello e quindi quanto sia buona la comunicazione neurale tra di loro.

Esaminando le scansioni cerebrali, i ricercatori hanno scoperto che vi erano delle differenze nella connessione di tre regioni del cervello. In particolare, chi sperimentava i brividi possedeva più fibre nervose tra la corteccia uditiva, necessaria l’udito di base, la corteccia insulare anteriore, coinvolta nel trattamento delle sensazioni, e la corteccia prefrontale mediale, che monitora e assegna valore alle emozioni.

Non è ancora chiaro il motivo per cui alcune persone abbiano questa particolare connettività e questa reazione emotiva alla musica. Ma sapere che c’è un substrato neuronale è sicuramente un ottimo punto di partenza.

E a te, c’è una canzone che fa venire i brividi?

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