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Realtà Virtuale: cos’è, come funziona e quanto è utile allo psicologo

Realtà virtuale per psicologi

La Realtà Virtuale permette di immergersi completamente nel mondo digitale e di prendere il controllo della propria presenza nel virtuale. La tecnologia è riuscita in breve tempo ad acquisire la fiducia dei terapeuti psicologi più appassionati che, vedendo le grandi potenzialità, hanno deciso di integrare nei loro strumenti clinici la Realtà Virtuale.

 

Nello scorso articolo ho parlato di Realtà Aumentata, tecnologia che permette di inserire elementi virtuali in un ambiente reale, ma la Realtà Virtuale (VR) è qualcosa di completamente diverso, seppur affine. Vediamo di che si tratta.

Realtà Virtuale, che cos’è

La Realtà Virtuale è un sistema di visualizzazione tridimensionale (3D) interattivo, supportato da uno o più sensori di posizione e da un display posto di fronte agli occhi. I sensori di posizione rilevano i movimenti dell’utilizzatore (in particolare vestibolare, o più semplicemente della testa) e riferiscono i dati al sistema di visualizzazione, che aggiorna la scena virtuale in tempo reale.

In particolare la Realtà Virtuale è molto diversa dagli altri mezzi digitali perché induce il senso di “presenza”, ovvero la sensazione di essere dentro l’esperienza prodotta dal dispositivo tecnologico. Tramite i comandi, che possono essere telecomandi o pulsanti posti sul visore, è possibile interagire con la scena permettendo anche movimenti molto fini come ad esempio il disegno virtuale.

 

Un esempio di disegno virtuale con Tilt Brush per HTC Vive

La sensazione di presenza è però strettamente legata alla qualità dell’esperienza, che è determinata da tre fattori principali:

  • la risoluzione grafica
  • l’intuitività nell’utilizzo (si strizza un occhio agli User Experience Designers che avranno tantissimo da lavorare nel campo Hi-Tech)
  • la verosimiglianza dell’esperienza

Nel momento in cui uno di questi fattori viene a mancare l’utente potrebbe non beneficiare a pieno della Realtà Virtuale; tuttavia la reale “efficacia” di questa è soggettiva. Una persona anziana vivrà, ad esempio, un’immersione maggiore dal punto di vista visivo ma una peggiore esperienza dal punto di vista dell’utilizzo.

Tipologie di Realtà Virtuale

Al momento le tipologie di VR sono principalmente due

Smartphone VR. L’esperienza con questo tipo è di qualità limitata a causa delle prestazioni del dispositivo che essendo, per l’appunto, uno smartphone non consente di avere ambientazioni ed elementi graficamente troppo pesanti. E’ generalmente utilizzato per il gaming (o videogioco) e può offrire un compromesso allettante per l’utilizzo in ambito lavorativo, tuttavia spesso propone esperienze “statiche” fuori dal controllo dell’utente. Tra i dispositivi Smartphone VR troviamo il Samsung GearVR che offre un’esperienza graficamente piacevole ed efficiente che però è limitata all’utilizzo dei soli smartphone Samsung. Il costo di questa tipologia di VR varia dai 5€ ai 300€, in base al visore e ai controlli (escluso lo smartphone e le applicazioni).

 

Un esempio di Montagne Russe in VR

Computer VR. L’esperienza PC è quella più ottimale ed efficace grazie al supporto del dispositivo da parte di un computer che permette prestazioni e grafica molto alte, garantendo l’accesso ad una risoluzione verosimile e responsiva. Attenzione però perché non tutti i PC possono supportare questa tipologia di tecnologia, ma se vuoi sapere se il tuo PC è compatibile con la Realtà Virtuale puoi scaricare il Performance Test. La spesa per un’esperienza simile parte dai 2000€ circa.

Una nave spaziale guidata con HTC Vive

Qual è lo stato dell’arte della Realtà Virtuale

La risposta breve: ottimo.
La risposta lunga: ci troviamo in un momento storico in cui la tecnologia sta vivendo una rapida crescita, sia nella ricerca scientifica che nell’interesse generale, ciò ha permesso alle grandi aziende tech di “cavalcare l’onda” rendendo accessibili queste tecnologie anche per coloro che non vogliono pagare somme molto elevate.

Uno degli eventi che ha reso questa tecnologia accessibile è stata la rivelazione all’annuale F8 di Facebook dove il CEO Mark Zuckerberg ha annunciato un dispositivo per la Realtà Virtuale che non ha bisogno del supporto di telefoni di lusso o di piattaforme PC costose. Questo dispositivo ha una risoluzione visiva e prestazioni che si trovano a metà tra le due tipologie ed ha un prezzo che vuole essere vicino all’utente medio, ovvero circa 200€.

La Realtà Virtuale nello studio dello psicologo

Questa tecnologia è riuscita in breve tempo ad acquisire la fiducia dei terapeuti più appassionati che, vedendo le grandi potenzialità, hanno deciso di integrare nei loro strumenti la Realtà Virtuale.

Un esempio tutto italiano è CEREBRUM, un’app indirizzata alla riabilitazione cognitiva che sfrutta questa innovazione per proporre agli utenti delle esperienze di vita quotidiana in virtuale, permettendo agli stessi di lavorare sulle proprie abilità e difficoltà per acquisire strategie e soluzioni da poter poi portare fuori dallo studio dello psicologo, nella vita reale.

La Realtà Virtuale sostituisce completamente l’ambiente reale con quello digitale strutturando, alterando e/o sostituendo il nostro grado di percezione del sé’

Il potenziamento cognitivo può beneficiare enormemente da questa tecnologia ma questo strumento può essere ugualmente efficace anche in ambito clinico: basti pensare all’efficacia terapeutica di esporre un paziente con disturbi d’ansia allo stimolo ansiogeno per desensibilizzarlo.

In uno studio si testa la Realtà Virtuale per la terapia acrofobica

Numerosi studi recenti hanno utilizzato la Realtà Virtuale per modificare l’errata percezione di sé dei pazienti anoressici e bulimici, altri hanno portato aggressori a diventare vittime dei loro abusi verbali e fisici tramite un’esperienza molto forte, che aveva lo scopo di immedesimarsi con le vittime e ridurre e/o eliminare completamente la possibilità di una futura aggressione.

L’efficacia della Realtà Virtuale nella terapia è stata dimostrata da numerosissimi studi in tutto il mondo. Un’ulteriore sperimentazione è certamente richiesta ma, ancora una volta, l’unico limite di questa tecnologia è la creatività che può guidare il terapeuta nel rinnovare ed innovare gli strumenti che esso stesso può avere a disposizione.

Non ci resta dunque che aprire le nostre menti ed i nostri studi al futuro per garantire ai nostri pazienti una terapia o un percorso che permetterà loro di raggiungere più rapidamente e più efficacemente i loro obiettivi, per una psicologia proiettata direttamente nel futuro lavorando con la tecnologia del presente.

Sull’autore

Daniele Verì è il Fondatore di VisionAR Italia. Amante della Tecnologia e della Psicologia, ha deciso di creare un ponte tra queste due Realtà tramite la programmazione mettendo l’una al servizio dell’altra. E’ inoltre un orgoglioso studente dell’Università di Padova, luogo dove per la prima volta ha trovato terreno fertile per le sue idee. Tra i suoi interessi vi sono le scienze naturali, la musica e i videogames